Giochi con me?

Giochi da tavolo con i più piccoli


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Dungeon Fighter

wikibuco nero

Da tempo mia figlia mi aveva chiesto un gioco in cui “si sta insieme“, così sono partito alla ricerca di un collaborativo che potesse fare al caso nostro. L’occhio mi è caduto subito in questo titolo e me lo sono procurato. Dopo mille peripezie di trasporti, la scatola in lingua crucca arriva al nostro domicilio.

Il gioco base è indipendente dalla lingua a parte i nomi dei mostri che si incontrano nel dungeon. Avrei preferito prenderlo in italiano, ma alla fine ho scelto di avere più soldi in saccoccia (anche se li ci rimarranno ben poco).

www.uplay.it_Dungeon_Fighter--400x400

L’obiettivo di Dungeon Fighter è di sconfiggere avversari che via via si incontrano nel percorso lanciando dadi in un bersaglio, ma facendolo prima rimbalzare fuori dallo stesso. A complicare le cose sono dei lanci speciali a cui sei costretto sfidando alcuni mostri. Inoltre ci sono le abilità speciali degli eroi che si vanno ad impersonare, l’equipaggiamento (armi, pozioni, armature) che si può acquistare, guadagnando gettoni d’oro (soffiandoli ai mostri sconfitti).

Abbiamo piazzato il tabellone su un basso tavolino da fumo, ma a fumare è stata la mia spina dorsale prima ancora che il primo mostro si avvicinasse a noi. Visto che non si può fumare nei dungeon chiusi, siamo stati sconfitti istantaneamente.

Per la seconda sfida abbiamo cambiato location mettendo il bersaglio in un tavolo degno di questo nome, ma indegni erano i giocatori attorno al tavolo e ne siamo usciti con le ossa rotte anche stavolta.

Ad oggi non siamo ancora riusciti ad arrivare in fondo (su 5 partite fatte) a livello principiante, il che è un punto a favore per la rigiocabilità (in realtà la meccanica è ripetitiva la longevità non sarà sicuramente il cavallo di battaglia di Dungeon Fighter).

Il gioco è perfetto per giocare con i propri figli, c’è l’abilità manuale, c’è la collaborazione nella scelta dei dadi, per il bimbo c’è “l’ansia” da lancio sbagliato e perdita di punti vita, ci sono i mostri, gli eroi… insomma ha già scalato la vetta della classifica delle preferenze di mia figlia.

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Questo titolo è però anche un discreto party game per gli adulti e qualche bel momento te lo regalerà specie quando capiteranno combo di lanci da dover effettuare nei modi più strampalati.

Risultato:  mi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-su

Durata: 30 -45 minuti

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Mr. Jack Pocket

holmesandwatson

Oggi voglio parlarvi di Mr. Jack Pocket. Spinto dal fatto che con i miei amici al mare vanto un poco invidiabile 0-6, provo a proporlo a mia figlia qualche settimana fa, nella speranza di poter vincere una partita (che fine ingloriosa, lo so…).

Il gioco è contenuto in una pratica scatoletta contenente 9 tessere di un bel cartoncino robusto in cui sono raffigurati i sospettati da un lato (con sullo sfondo una strada) e la strada senza il sospettato dall’altro lato; 9 tessere alibi e una manciata di tokens. E’ un gioco di deduzione in cui a turno un giocatore (si gioca in 2) impersona Jack lo squartatore e l’altro Sherlock Holmes, Watson ed il cane Gladstone (ho dovuto indagare anche io su internet per scoprirne il nome).

Voglio proprio sapere come descriverete Jack lo squartatore a quei poveri pargoli innocenti! Va beh potete sempre dir loro che i personaggi stanno giocando a nascondino!

Gli investigatori vincono se scoprono dietro quali sembianze si nasconde Jack, mentre quest’ultimo vince se riesce a far trascorrere abbastanza tempo (rappresentato da clessidre che si conquistano turno dopo turno) prima di essere smascherato.

Si lanciano i 4 tokens azione per aria (cosa che trovo insopportabile, ma tanto prima o poi troverò un modo per sostituirli con qualcosa di più pratico) ed in base a ciò che mostra il token si possono eseguire alcune azioni (spostare tessere, ruotarle, muovere gli investigatori…). Terminate le azioni, Jack rivela se gli investigatori, piazzati esternamente alla griglia 3×3 di tessere sospettati  puntano lo sguardo sulla figura che lo rappresenta, attraverso le strade. Se è visibile, gli investigatori gireranno sull’altro lato le tessere che non vedono, escludendoli dai sospettati; se non lo è, copriranno le tessere dei sospettati visibili.

Ho provato con mia figlia direttamente il regolamento originale: si è mostrata subito interessata a questo gioco da tavolo del nascondino e ha capito subito la meccanica, in effetti le regole sono proprio semplici. Ovvio che i piccoli sceglieranno le azioni in base a quello che serve loro per nascondersi nell’immediato, non sapranno bluffare e non riusciranno a scegliere l’azione in base a cosa lasciano all’avversario, ma risulterà comunque godibile, perché potranno e dovranno giocare autonomamente.

Se si gioca con attenzione poi, questo titolo, non è affatto banale e gli adulti troveranno pane per i loro denti: c’è bluff e c’è ragionamento dietro alla sequenza delle azioni che di volta in volta vengono estratte.

Giocatori: 2

Durata: 10-15 minuti

Risultato: mi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-su

CONCLUSIONI: Cosa cerchiamo quando scegliamo un gioco da fare con i nostri figli?

Proprio tutto quello che ha questo titolo: 

Regole semplici, Velocità, Divertimento/Ragionamento, Economicità, Dimensioni ridotte, Setup rapido.

Unico difetto: e’ solo per due.

Ah, dimenticavo, quando avrete imparato a giocarci, pretendo che mi spieghiate come si vince!