Giochi con me?

Giochi da tavolo con i più piccoli


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Tikal

tikal--temple-v

 

Non l’avrei mai detto, ma Tikal è uno dei giochi che Caterina mi chiede più spesso. E’ un gioco datato, che ho acquistato in Ebay.cr (…crucchia) a due lire, ma che è sicuramente nella mia top 10 di tutti i tempi, sicuramente il capostipite dei giochi con la meccanica delle Azioni in numero limitato. Qui poi il grande Wolfgang ci ha messo la mappa modulare e le maggioranze che lavorano in maniera perfetta.

E’ uno dei migliori giochi perché con meccaniche semplicissime ti mette di fronte ad un ventaglio di possibilità spiazzanti. La conferma della semplicità l’ho avuta dal fatto che mia figlia riesce a giocarci. Sia chiaro, la strategia è un’altra cosa e in questo gioco qualche suggerimento glielo do. Ma lei si diverte a correre a prendere i tesori, collezionarli e far crescere i templi.

Con le maggioranze va sicuramente più in difficoltà; qualche problemino le prime volte lo aveva anche con i “gradini” per spostarsi da una tessera all’altra (lasciava spesso l’omino tra le tessere se non gli bastano le azioni) e deve capire bene il valore dell’omino più grande.

Ovviamente giochiamo con la versione base (senza l’asta per le tessere).

Giocatori: 2-4

Durata: 1h (in 2)

VARIANTE 1: La prima volta gliel’ho fatto provare senza la possibilità di far cresce i templi per insegnarle a capire la meccanica del movimento degli omini e per aiutarla a contare le azioni mi sono stampato questo contatore che ho creato personalmente:

azioni Tikal

Inoltre le prime partite le ho fatte terminare prima (lettera C delle tessere esagonali), per una durata di circa 30 minuti.

Risultato: mi-piace-pollice-in-su

VARIANTE 2:Visto che continuava a chiedermi di giocarci, abbiamo aumentato la durata (fino ad esaurire le tessere) ed introdotto la crescita dei templi. Rispetto al regolamento ufficiale, però, non ho ancora introdotto la regola che salendo sul tempio, tutti gli altri del proprio colore se ne tornano a casa (vedi figura in alto, che spiega il motivo).

Risultato: mi-piace-pollice-in-su mi-piace-pollice-in-su

Il gioco ovviamente non sarà alla pari (ma nemmeno Fantascatti lo è, dal punto di vista inverso!!!), ma riuscirete a giocarci. Pian pianino comincerà a capire dove e come è meglio piazzare le tessere e come andare a prendersi le maggioranze.

CONCLUSIONI:

Questo gioco è comunque da avere. Non è un gioco per bambini piccoli, ma, come avete potuto leggere, ci si riesce a giocare e anche loro si possono divertire in qualche modo; in più, avrete per le mani uno dei migliori titoli in circolazione.


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Fantascatti

Selfie

 

Fantascatti è un gioco caratterizzato dalle meccaniche di colpo d’occhio, rapidità di movimenti e graffi alla mano. Sconsiglio immediatamente di giocarlo contro avversari con unghie ricostruite o poco mangiate.

Si gira una carta in cui sono rappresentati due dei 5 oggetti che si trovano anche sul tavolo; si deve cercare di raccogliere per primi dal tavolo l’oggetto raffigurato se rappresentato con il colore corretto, altrimenti l’oggetto che manca del colore che manca…  si vabbè non si è capito molto, lo so. Questo è un gioco che va spiegato con le carte sotto: 30 secondi di spiegazione, divertimento sicuro, almeno finché qualcuno non rimane tumefatto.

Giocatori:2-8

Durata: 15 minuti

Il gioco è quindi semplicissimo ed adatto ad essere proposto sia come party game tra adulti, ma anche con bambini (tranquillamente dai 5 anni di età, anche meno!), che peraltro ve le suoneranno di brutto nel giro di 3 o 4 partite. Dopodiché o eviterete di tirarlo fuori nuovamente o giocherete con i vostri figli “a porte chiuse”, senza che vi veda nessun’altro: perché avete sempre una dignità da difendere.

Oltretutto il costo è contenutissimo (siamo sotto i 10 euro), quindi lo consiglio vivamente.

Regolamento originale:  mi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-su


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Lo Chef Pasticcione

bastianich

Ho regalato Lo Chef Pasticcione  (versione A’ la carte) a mia figlia 6 mesi fa, sicuro che fosse un gioco perfetto per lei, grazie a dei materiali ben fatti (a parte i piedini dei fornelli in cartone, che si staccano continuamente). In effetti il gioco è semplicissimo: scegli un piatto da realizzare e, con la delicatezza che ti contraddistingue, devi fare scendere dal flacone dell’ingrediente richiesto il numero giusto di pezzi, con un movimento secco. Hai tre azioni disponibili nel tuo turno dopodiché la mano passa al prossimo giocatore. Vince chi realizza il maggior numero di punti ed il gioco termina quando non ci sono più piatti disponibili (del colore che ti occorre), oppure se hai realizzato 5 piatti o hai collezionato 3 stelle (che si ottengono quando realizzi un piatto perfetto).

Giocatori: 2-4 (5 con l’espansione Dessert)

Durata: 30 minuti

Il gioco è divertente anche per gli adulti, perché è un gioco di destrezza e casualità, un pò caciarone. Non ci sono ragionamenti da fare.  Eppure mia figlia non mi chiede mai di giocarci, forse perché rientra tra “i suoi” giochi e non “tra i miei”.

A parte questa mia esperienza personale, penso che il gioco sia perfetto soprattutto per serate in famiglia con bambini. Sarebbe un party game viste le sue caratteristiche, ma supporta solo fino a 4 giocatori (5 con l’espansione), il che cozza un po’ con il concetto di party (a meno che sia un party triste e mal riuscito)…

Variante 1:  mi-piace-pollice-in-su

  • Nelle prime partite ho tolto tutte le tessere azione speciale (lasciando solo il punto bonus quando esce la tazzina nel dado)

Il gioco prevede l’acquisizione di tessere bonus nel momento in cui esce la tazzina di caffè lanciando un dado.

Le azioni speciali sono:

– 1 punto bonus

– scambia pentolino (con un altro giocatore)

– altre 3 azioni

– comprometti un piatto altrui aggiungendo ingredienti al suo pentolino

– abbassa il fornello (di 1 – 2- 3 gradi)

Le azioni come vedete sono semplici e dalle ultime partite le ho introdotte senza problemi, avrei potuto farlo da subito.

Regolamento originale: mi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-su

CONCLUSIONI:

Consiglio sicuramente questo gioco per giocarci in famiglia. La longevità non credo sia eccelsa, ma tirandolo fuori ogni tanto ci si diverte. Riguardo al regolamento, va benissimo da subito il regolamento completo. Ma occhio a scambiare la vostra ricetta immangiabile con quella quasi pronta di vostra figlia perché potrebbero volare mestoli!


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Sushi Go!

sushi go piace a tutti

In attesa che Uplay faccia uscire la sua versione, ieri abbiamo provato Sushi Go! con un bel print and play (insomma bel… non ho fatto un gran lavoro, visto che contro luce traspare la figura sul fronte… quindi sconsiglio di usare un cartoncino bianco 200 g. se non stampando anche il retro).

Per chi non conoscesse questo gioco, riassumo brevemente di cosa si tratta:

Vengono distribuite da 10 (in 2 giocatori) a 7 carte (per 5 giocatori) a ciascuno; tramite una meccanica di draft (stile 7 wonders) ognuno sceglie una carta, dopodiché si passa il mazzetto al giocatore alla sinistra. Quando tutte le carte sono state scelte, termina il primo (dei 3 totali) round e si assegnano i punti. Ogni carta ha un suo sistema di punteggio: alcune danno punti direttamente, altre li danno solo se ne vengono collezionate almeno 2 o 3, altre fungono da moltiplicatori ed altre premiano per le maggioranze.

Il gioco è consigliato a partire dagli 8 anni, ma Caterina (5) ci ha giocato tranquillamente da subito e sono sicuro che nel giro di 3 o 4 partite saprà padroneggiare anche le scelte (dopo 5 partite: confermo che padroneggia già abbastanza bene le scelte).

Giocatori: 2-5

Durata: 15 minuti

Risultato: mi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-su

E’ un gioco semplice e veloce, si lascia giocare benissimo. I bambini possono già da subito giocarlo senza alcun aiuto/suggerimento esterno e gli adulti non si annoieranno. Ne consiglio sicuramente l’acquisto o la realizzazione del P&P.

VARIANTE 1 (PER 2 GIOCATORI): Esiste una variante proposta su BGG per due giocatori, con un dummy player, controllato una volta a turno.

Ieri abbiamo provato una variante della variante. Nel senso: abbiamo distribuito 9 carte a testa e 9 al terzo giocatore (Pippo). Si scelgono le carte come di consueto e poi si pesca una carta dal mazzo di Pippo mettendola di fronte a Pippo… (su un pò di immaginazione!). Dopodichè si fanno girare i tre mazzi in senso orario come al solito.

Ovviamente Pippo perderà, ma sarà una vera rottura quando si contano le maggioranze dei Sushi Rolls e del Puddings (attribuendo punti negativi con questi ultimi, che invece, nel regolamento a 2 ufficiale non si attribuiscono).

Risultato:  mi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-su


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Survive: Escape from Atlantis

Survive

 

Survive: Escape from Atlantis è un altro gioco che si presta benissimo ad essere giocato coi bambini (e coi bambinoni). Il gioco ha regole semplicissime, ha una grafica eccezionale e l’ambientazione piace e basta.

Perciò in famiglia  ci giochiamo spesso in 3 e non suggerisco nessuna variante al regolamento per questo gioco.

C’è però il fatto che il gioco è molto bastardo perché è tutto incentrato sul mors tua vita mea, e i bambini possono prendersela se fai divorare un loro omino da uno squalo (ma anche a me sinceramente la cosa fa girare i cosiddetti…)

Devo dire che però ancora non ho riscontrato questo problema con mia figlia, forse perché spesso si coalizza con la madre… in pratica la mia vittoria a questo gioco è una missione quasi impossibile.

Giocatori: 2-6 (con l’espansione che aggiunge il 5° e 6°, che consiglio vivamente di acquistare, mentre sconsiglio l’espansione Giant Squid, che aggiunge caos al caos)

Durata: 30-45 minuti

Regolamento originale: mi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-su

Spulciando su BGG, però ho trovato questa interessante variante cooperativa, che riassumo in italiano. 

3 o 4 giocatori con solo 7 meeples ciascuno (io l’ho provata in 2 ed è andato bene)

Si ignorano i numeri sotto i meeples (io ho giocato con i numeri, ed in caso di vittoria, quel numero è il punteggio realizzato)

obiettivo: cooperare per salvare quanti più omini possibile.

Se su una tessera s rivela una creatura, la creatura va nello spazio appena rimosso (anche se è una tessera ad uso posticipato)

La creatura che esce dal dado si muove verso l’obiettivo più vicino e con maggio danno possibile. 

Alla fine del turno è possibile passare una tessera al compagno (ho giocato senza questa possibilità, per rendere il gioco più difficile)

Si vince se alla fine del gioco le persone salve sono in maggior numero delle creature in gioco.

Risultato: mi-piace-pollice-in-su

Non da sicuramente la stessa soddisfazione, ma è filato via liscio.

Non ho ancora fatto un numero importante di partite per dire se questa variante sia ben bilanciata, ma, per giocare coi bambini più permalosi, direi che possa andare bene.


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Finca

Finca-1

Uno dei miei primi giochi provati con Caterina è stato Finca.  Gioco dalle regole semplici, con materiali accattivanti, che può essere giocato a vari livelli. In due giocatori lo si può giocare valutando la migliore azione possibile al momento, ma anche cercando di ragionare due o tre mosse avanti, il che lo trasforma in un bel brain burner. In più giocatori, anche grandi il gioco diventa molto più tattico che strategico.

Lo scopo del gioco è quello di guadagnare più punti possibile consegnando frutta alle varie regioni in base alle richieste mostrate su tessere.  La meccanica del gioco è semplice: al proprio turno un giocatore può:

1- Prelevare frutta: con un meccanismo tipo “Mancala” ed ogni giocatore muoverà un proprio contadino su una ruota in base a quanti altri contadini condividono la stessa posizione iniziale e preleverà frutta in base a quanti contadini troverà nella casella di arrivo dopo il movimento. Se nel movimento si oltrepassa una linea della ruota si ottiene anche un ciuchino con carretto necessario per consegnare le merci. Le tessere acquisite con la consegna hanno rappresentata la frutta consegnata e daranno punti in base al numero indicato e potranno essere usati per arrivare al bonus varietà (se si ottengono tessere dall’1 al 6) e potrebbero far guadagnare i 5 punti della Finca (trad. dallo spagnolo: fattoria), se al momento dell’ultima consegna in una regione, si ha la maggioranza del frutto rappresentato su una tile della regione.

2- Consegnare frutta: si restituisce la frutta richiesta dalla tessera che si vuole prendere ed un ciuchino (ogni consegna carretto contiene al massimo 6 frutti)

Con mia figlia ho subito rimosso:

  • le azioni speciali (sono azioni che ognuno ha a disposizione dall’inizio della partita)

che richiedono una valutazione strategica troppo grande per una bambina di 5 anni.

VARIANTE 1: La prima partita l’abbiamo giocata anche senza il bonus per collezioni di tessere e senza bonus da 5 punti Finca per chi ha le maggioranze nei frutti rappresentati al momento della consegna dell’ultima tessera ed abbiamo fatto terminare il gioco non appena compariva la seconda Finca.

Durata: 30 minuti 

Caterina ha capito subito il meccanismo di movimento contadini e quanta frutta si ottiene. Anche la consegna delle merci è semplice.

Risultato: mi-piace-pollice-in-su

VARIANTE 2: Dalla seconda ho inserito il bonus per la collezione oggetti, che le è subito piaciuto. Anzi le ha dato l’obiettivo che nella prima partita non riusciva a trovare. Visto che mi chiedeva di continuare ho portato a 4 le Finca da completare, ma alla fine il gioco è durato troppo

Risultato: mi-piace-pollice-in-sumi-piace-pollice-in-su

CONCLUSIONI (PER 5/6 ANNI):

  • TOGLIERE LE  AZIONI SPECIALI
  • TOGLIERE I BONUS D 5 PUNTI PER LE MAGGIORANZE
  • 3 FINCA IN 2 GIOCATORI

E’ già giocabile da 5 anni, sicuramente meglio dai 6/7

Per gli adulti è un gioco tirato, tattico (molto strategico in due, quasi scacchistico: vanno previste due o tre mosse avanti se si vuole giocare bene) tutto incentrato nell’anticipare l’avversario, per ottenere le tessere, le maggioranze, nel momento in cui chiudere la partita. Davvero un gran bel titolo. Viva la Finca!